Messaggio per tutti (ma in particolare per Camilla).Devo dire per prima cosa che continuo a pensare tutto quello che ho espresso nei forum precedenti riguardo alla correttezza del gioco ed all'utilissimo lavoro che ha svolto Biagio nello scovare l'ennesimo bug.
Ma ho sofferto a discutere in modo così aspro con persone (come te Camilla e, tu sai, anche con qualcun'altro) a cui voglio bene e che stimo.
Non posso chiedere scusa per cose che ancora ritengo giuste ma della mia incapacità a comunicare esattamente il mio pensiero, certamente sì. E lo faccio. Sono certa di essermi spiegata male e di essere stata (per colpa mia) fraintesa e non capita.
Le parole sono un preziosissimo dono, ci permettono di comunicare con gli altri, di fermare i nostri ricordi, di ribellarci contro le ingiustizie, di urlare gioia e dolore, amore e o***. Ci forniscono il magnifico dono di rendere i nostri sogni e le nostre paure comuni agli altri. Ma sono oggetti fragili, è necessario saperle usare, altrimenti, come un cristallo, si rompono e la splendida trasparenza che avevano si trasforma in schegge taglienti. Possono ferire e molto profondamente.
Evidentemente, anche se amo le parole, non sono stata capace di usarle e quei frammenti hanno tagliato anche me. Ma quel che è peggio è che hanno creato incomprensioni in qualcosa che io vorrei fosse un luogo comune di divertimento, certo, ma, anche, di costruzione collettiva.
La maggiore responsabilità è ovviamente mia. Non per merito ma, di fatto, ho assunto il ruolo di segretario e, in qualche modo, anche di riferimento per i progetti che si sono portati avanti in questo periodo. Per cui, molto più di altri, era mio dovere non fare scadere la discussione ai livelli a cui è arrivata.
Sono certissima, sia riguardo al bug, sia riguardo alla moralità del gioco, sia riguardo alla statistica delle partite abbandonate di aver ragione nel dire che sono cose giuste. Ma mi assumo tutta la colpa di non essere stata capace di spiegarlo e soprattutto di aver consentito che il dibattito si svolgesse in tal modo. La responsabilità è mia e ve ne chiedo, ancora, scusa.
Devo dire però, per amore di verità, che molte delle cose che sono state dette su di me non sono facilissime da accettare e, vi assicuro, fanno molto male. Nulla di ciò che io ho fatto per il sito è stato dettato dal rendiconto personale o di gruppo. Forse non avrò recato grandi vantaggi al sito perchè non ne sono stata capace ma chi mi conosce sa che non ho bisogno di cambiare le regole per vincere. Non è falsa modestia e non credo di essere migliore di nessuno. Ho solo giocato un grande numero di partite e ho una forte passione per arte, storia e letteratura. Ho anche, per fortuna o per sfortuna, molto tempo da passare davanti al pc. Questo mi sarebbe bastato. Vi assicuro.
Se ho sprecato così tanto tempo a fare tutt'altro invece che giocare è stato perchè credo in questo sito e voglio che diventi sempre migliore. Se non volete credere alla mia onestà credete almeno all'evidenza che se non fosse stato così non avrebbe avuto senso per me fare altro oltre che giocare.
Spero che le parole non siano troppo arrabbiate con me per averle trattate così male e, per loro magnanimità, mi consentano questa volta la magia di poter ricostruire qualcosa. Per cui spero che Camilla, anche se in disaccordo con me, non voglia pensare che il mio affetto per lei sia diverso da prima. E che tutti gli altri possano constatare che ci sono opinioni diverse su cose piccole, ma grandi cose in comune come il pensare che questo sito sia una cosa bella. Questo è qualcosa da cui partire per continuare a lavorare, insieme.
silvia